“Le case più richieste sono in periferia e a misura d’uomo”

 

Abi-coop conta più di 400 soci: immobili in città ma anche molte richieste dalla provincia

Case più piccole, a misura d’ uomo. Un po’ come è Piacenza. Le richieste immobiliari dei concittadini rispecchiano l’ immagine della città in cui abitiamo: lo ha evidenziato Dario Cavazzuti, presidente di Abi Coop, la cooperativa che attualmente conta oltre quattrocento soci.
«Diciamo che c’ è stato un cambiamento di richieste – ha spiegato il presidente – ora vengono privilegiati gli interventi più piccoli e si guarda meno alle grandi metrature. È proprio una questione di cambio di prospettive: l’ Abi Coop se ne è già accorta da tempo e anche grazie all’ ottima gestione precedente abbiamo saputo anticipare i tempi».
Il focus sul mercato immobiliare tracciato da Cavazzuti è chiaro: «Co Il 2018 è andato molto bene e si spera che il 2019 vada ancora meglio» me capita anche nelle altre realtà, Piacenza ha un’ offerta maggiore di case rispetto alla domanda – ha segnalato – anche per questo motivo non abbiamo in previsione dei progetti di costruzione, ma semmai puntiamo di più a valutare l’ acquisizione di ulteriore patrimonio immobiliare».
Sul fronte delle richieste, l’ osservatorio di Abi Coop è più orientato alla prima cintura periferica di Piacenza, oltre che alla provincia: «A noi si rivolge soprattutto un target di utenti che vede nella periferia la propria dimensione ideale – ha continuato Cavazzuti – ma anche nella provincia abbiamo delle richieste: mi riferisco alla zona di Monticelli e Castelsangiovanni, dove le richieste sono motivate dai costi più ridotti degli immobili e dall’ attaccamento affettivo verso aree abitate dalle famiglie di origine».
Per quanto riguarda il bilancio dello scorso anno, il presidente di Abi Coop parla di una promozione: «Possiamo dire che il 2018 è andato molto bene e spero che il 2019 vada ancora meglio – ha sintetizzato – negli ultimi anni la nostra realtà, sotto il punto di vista della cooperazione intendo, è stata colpita dalla crisi, ma per fortuna lo scorso anno è andato bene. Le premesse sono positive per attenderci un 2019 buono. Ci auguriamo che sia davvero così».

Da Libertà del 31/01/2019

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